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Il Museo all'Aperto di Archeologia Industriale di Schio & Alto Vicentino
Il museo all'aperto di archeologia industriale di Schio & Alto Vicentino, promosso dal Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti insieme all'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura di Schio, si rifà alle esperienze di open air museum maturate in Inghilterra e in altri Paesi europei, nonché a quanto fatto in particolare in Francia in merito alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale e ambientale con la creazione di ecomusei. I suoi oggetti di esposizione sono i monumenti industriali e i segni della cultura materiale diffusi capillarmente nel territorio dei Comuni di Schio, Torrebelvicino, Valli del Pasubio, Santorso, Piovene Rocchette, Marano Vicentino, S. Vito di Leguzzano, Malo, con espansioni verso Valdagno, Thiene, Isola Vicentina, Villaverla e Breganze. Il museo all'aperto è strutturato in itinerari,per lo più incentrati su Schio, realizzati dagli esperti del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti di Schio con l'intento di permettere ai visitatori un'esplorazione e uno studio diretto della civiltà industriale e della rivoluzione che l'ha generata, sotto l'aspetto storico, economico, sociale, tecnologico, scientifico, ambientale, urbanistico, artistico, ecc.
Il museo è fornito di un Centro di accoglienza e di un Laboratorio didattico di archeologia industriale,organizzato dal CIDI si è specializzato nello studio della cultura materiale e del patrimonio industriale.
Il Laboratorio offre il proprio supporto didattico-culturale alle scuole e a gruppi organizzati di adulti. Gli itinerari del museo all'aperto sono per lo più incentrati su Schio e riguardano i Lanifici, i Quartieri Operai, in particolare quello di Schio, il Giardino Jacquard e la Monumentalistica, le Rogge, le Segherie, i Mulini, i Magli, le Centrali idroelettriche, le Filande, l'Attività estrattiva - con il Caolino del Tretto e lo Stabilimento Italcementi di Schio - , la Fabbrica Saccardo, la Villa, il Parco e il Podere Modello di Alessandro Rossi a Santorso, il Villaggio industriale , la Birreria Summano e il Pastificio Barattoni di Piovene Rocchette, ecc. Essi possono riguardare un tema o più temi e sono stati calibrati dagli esperti del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti di Schio con l'intento di dare ai visitatori un'idea della varietà degli antichi insediamenti protoindustriali e industriali della zona e in particolare di permettere agli alunni e ai docenti uno studio attivo della civiltà industriale e della rivoluzione che l'ha generata (sotto l'aspetto storico, economico, sociale, artistico, architettonico, tecnologico, scientifico, geografico, urbanistico, ecc.) immersi in uno straordinario e ricco patrimonio di segni del lavoro materiale. In definitiva gli itinerari sono delle ipotesi di lavoro sul territorio e di viaggi nell'archeologia industriale rivolti a tutti coloro che provano interesse per le vicende del lavoro dell'uomo e delle sue manifestazioni fisiche, sociali ed economiche.



Percorso della Lana
L'itinerario comprende la visita dei più significativi lanifici sorti sulla Roggia Maestra e dei relativi insediamenti residenziali.
Inizia dal Lanificio Conte (1757) e prosegue con il grandioso complesso del Lanificio Francesco Rossi (1817,1849 e seguenti), poi Marzotto, caratterizzato dall'imponente volume della Fabbrica Alta (1862) di origine belga e dall'eclettico Giardino Jacquard (1859 -1878).
Dopo la visita del Nuovo Quartiere Operaio (1872-1890 ca.), voluto da Alessandro Rossi e progettato da Antonio Caregaro Negrin come "città-giardino", si giunge al Lanificio Cazzola (186O), vero e proprio museo del tessile pur essendo tuttora attivo , fiancheggiato dal villino padronale e dalle case operaie. Lasciando la Roggia e Schio il percorso può essere arricchito con la visita del Lanificio Marzotto e della "città sociale " di Valdagno oppure con la visita del Lanificio Ferrarin di Thiene.



Percorso Rossiano
E' possibile ripercorrere le tappe più importanti del programma industriale ,urbanistico, sociale e culturale realizzato da Alessandro Rossi visitando il Lanificio Francesco Rossi (1817,1849 e seguenti) con l'annessa Fabbrica Alta (1862) e l'attiguo Giardino Jacquard (1859 -1878) per inoltrarsi poi nel Nuovo Quartiere Operaio, ammirando le varie tipologie abitative (villini e case operaie) , i servizi (scuole, teatro, chiesa, ecc.) e la monumentalistica. Quest'ultima ha nel Monumento al Tessitore (1879), ora in piazza A. Rossi, ma con collocazione futura vicino alla Fabbrica Alta, l'esempio più emblematico con caratura europea. Tra le valli del Leogra e dell'Astico, a Santorso, sorge la Villa neopompeiana con maestoso Parco tardo-romantico (1865-188O) e annesso Podere Modello (1882-1884) di Alessandro Rossi. Il percorso prosegue verso Piovene Rocchette , dove permangono interessanti testimonianze del Villaggio industriale (1869 -1882 ca.) rossiano. Si giunge infine alla pittoresca Birreria Summano (1873) impreziosita dagli antichi macchinari in rame. Prima di lasciare il centro piovenese merita una sosta il locale Pastificio Barattoni (1872), ora dismesso.
Rientrati a Schio ,se si vuole, si può proseguire per Pievebelvicino, dove si osserva quanto resta del complesso rossiano per la lavorazione dei panni pesanti (1870 -73) e il relativo Quartiere Operaio e, quindi, per Torrebelvicino che conserva, seppur con cambiamento d'uso, il monumentale Stabilimento Rossi (1873) e il piccolo Quartiere Operaio.



Percorso Acqua ed Energia
Il percorso consente la lettura dello stretto rapporto tra acqua e macchine idrauliche per la produzione di energia. Visitata la Segheria Cavedon, tuttora funzionante con ruota idraulica sulla Roggia Maestra, si prosegue per località Progresso di Schio, ai piedi del Tretto, caratterizzata dalla presenza della Fabbrica Saccardo (1892). Questo opificio, dall'imponente strutura multipiano, una volta destinato alla produzione di spole in carta e in navette per lanifici, nel 1991 è stato recuperato da un gruppo di artigiani riuniti nel Consorzio Progresso. La sua visita, oltre a un approccio con un riuso intelligente di un rilevante monumento industriale, permette la conoscenza dell'annessa Centrale idroelettrica Saccardo, un vero museo dell'energia elettrica. Sempre a Schio, dopo una sosta presso la suggestiva Segheria Dalla Vecchia, si può visitare la Centrale idroelettrica "Mulino", sorta nel 1889 per fornire energia elettrica alla comunità scledense. L'itinerario prosegue per Pievebelvicino, dove permane la Centrale Idroelettrica Rillaro, e per Torrebelvicino che conserva la Centrale idroelettrica del singolare Stabilimento Rossi (1873). Risalendo la vallata s'incontrano le Centrali Idroelettriche di Ponte delle Capre (1889-1908) e di Ressalto (1880 -1895 - 1906) della Lanerossi, ma poi Marzotto, in territorio di Torrebelvicino e, in località Chiumenti e Ceolati di Valli del Pasubio, le due Centrali Idroelettriche del Lanificio Cazzola (rispettivamente del 1930 e del 1925). In località Gisbenti di Valli merita una visita la caratteristica Segheria Miola . Ritornati a Schio la visita delle macchine idrauliche può continuare spostandosi a Breganze dove sorge il famoso Maglio Tamiello .



Percorso della Roggia Maestra
L'itinerario segue il corso della Roggia Maestra (1250 ca.), protagonista dello sviluppo protoindustriale e industriale della Val Leogra. Con inizio a Torrebelvicino essa, lasciata la Centrale idroelettrica Rillaro di Pievebelvicino, entra nel territorio scledense attraverso il metallico Ponte Canale (1883) e lungo le sue sponde è possibile osservare la Segheria Dalla Vecchia, ora dismessa, i Lanifici Cazzola, Rossi e Conte , la suggestiva Segheria Cavedon con la ruota idraulica tuttora attiva, e a Marano Vicentino i Mulini Cavedon, Zambon e Calderato e l'ex Centrale Idroelettrica Savardo . Nel centro storico di Schio la Roggia crea angoli pittoreschi in Largo Fusinelle, tra i corpi del Lanificio Conte, e in vicolo Pilastro, ove animava le turbine dell'ex Mulino-Pastificio De Lorenzi . Meritano una sosta anche i resti del Mulino Grendene di via Paraiso, in particolare il sistema delle chiuse.



Percorso della Attività Estrattiva
Esplorare l'evoluzione della tecnologia nell'attività estrattiva è possibile visitando a Schio l'Impianto minerario del Caolino del Tretto (1909 e seguenti) e lo Stabilimento Italcementi (1929).
Il percorso coinvolge le fornaci diffuse tra San Vito di Leguzzano,
Malo, Isola Vicentina e Villaverla - in particolare la Fornace SILMA di Malo e la Fornace Trevisan di Villaverla - e il Museo della laterizia di Malo.



Percorso Lana e Seta
Il percorso propone un contatto diretto con i monumenti più significativi della civiltà industriale seguendo i fili intrecciati della lana e della seta. La visita inizia a Schio dal famoso Lanificio Rossi (1817 -1849 e seguenti) con la Fabbrica Alta (1862) e il pittoresco Giardino Jacquard (1859 -1878),per proseguire al Lanificio Cazzola (1860), tuttora produttivo nella suggestiva atmosfera degli antichi padiglioni a shed dominati dalla svettante ciminiera. Analogo elemento verticale segnala al visitatore pure la presenza delle antiche filande che connotano il territorio da Schio, dove, nel quartiere di Magrè, si può ammirare un ottimo riuso come Casa-Albergo per anziani della Filanda Bressan, fino a Isola Vicentina, con la grandiosa ex Filanda Bonazzi. A Malo, vera capitale della seta, oltre a quanto resta della Filanda Maule Massignan, merita una visita l'ex Filanda Corielli, nella cui parte padronale, ora del Comune, è stato allestito con finalità didattiche un interessante Museo della serica.



Per la prenotazione delle visite guidate al museo all'aperto rivolgersi a :
Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti
(CIDI ) di Schio

Laboratorio didattico di archeologia industriale di Schio
Palazzo Asilo Rossi, Via Pasubio 92, 36015 SCHIO (VICENZA)
Tel e Fax 0445/529554 (usare possibilmente il fax)
e-mail: cidischio@avnet.it
Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura
del Comune di Schio

Palazzo Garbin, Piazza Statuto, 36015 SCHIO (VICENZA)
Tel. 0445/691276
N.B.: Le visite sono possibili previa autorizzazione dei proprietari dei manufatti d'interesse archeologico-industriale.


HOTEL NUOVO MIRAMONTI
Via Marconi, 3 - 36015 SCHIO (Vi) Italia
tel. 0445.529900 - fax 0445.528134 - email: info@hotelmiramonti.com