Percorso Acqua ed Energia
Il percorso consente la lettura dello stretto rapporto tra acqua e macchine
idrauliche per la produzione di energia. Visitata la Segheria Cavedon,
tuttora funzionante con ruota idraulica sulla Roggia Maestra,
si prosegue per località Progresso di Schio,
ai piedi del Tretto, caratterizzata dalla presenza della Fabbrica Saccardo (1892).
Questo opificio, dall'imponente strutura multipiano, una volta destinato
alla produzione di spole in carta e in navette per lanifici,
nel 1991 è stato recuperato da un gruppo di artigiani
riuniti nel Consorzio Progresso.
La sua visita, oltre a un approccio con un riuso intelligente
di un rilevante monumento industriale, permette la conoscenza dell'annessa
Centrale idroelettrica Saccardo, un vero museo dell'energia elettrica.
Sempre a Schio, dopo una sosta presso la suggestiva Segheria Dalla Vecchia,
si può visitare la Centrale idroelettrica "Mulino", sorta nel 1889 per fornire
energia elettrica alla comunità scledense.
L'itinerario prosegue per Pievebelvicino, dove permane la Centrale Idroelettrica Rillaro,
e per Torrebelvicino che conserva la Centrale idroelettrica del singolare
Stabilimento Rossi (1873).
Risalendo la vallata s'incontrano le Centrali Idroelettriche di
Ponte delle Capre (1889-1908) e di Ressalto (1880 -1895 - 1906) della Lanerossi,
ma poi Marzotto, in territorio di Torrebelvicino e, in località Chiumenti
e Ceolati di Valli del Pasubio, le due Centrali Idroelettriche del Lanificio
Cazzola (rispettivamente del 1930 e del 1925).
In località Gisbenti di Valli merita una visita la caratteristica Segheria Miola.
Ritornati a Schio la visita delle macchine idrauliche può continuare
spostandosi a Breganze dove sorge il famoso Maglio Tamiello .
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