Schio - Primo itinerario
Ha inizio da Piazza Alessandro Rossi, cuore del centro storico, dominata dalla gigantesca mole del Duomo di S. Pietro che si eleva in linee classiche sul colle del Gorzone.
La grande fabbrica, il cui nucleo originario settecentesco è dovuto al Miazzi, fu resa monumentale da Carlo Barrera, su disegno del Diedo, con l'aggiunta del pronao corinzio e dei campanili laterali (1820), mentre ad Antonio Caregaro Negrin si deve l'assetto definitivo tra il 1877-1879, con l'aggiunta delle navate laterali, la valorizzazione delle scenografiche scalinate del Meduna culminanti in due giardini pensili e della costruzione in forme eclettiche della canonica. La piazza accoglie dal 1945 il celebre Monumento al Tessitore (1879) realizzato da Giulio Monteverde su commissione di Alessandro Rossi per arredare il piazzale maggiore del Nuovo Quartiere Operaio.
Scendendo in via Cavour si ammira il neoclassico Palazzo Maddalena (1879) del Folladore.
Proseguendo, a destra si trova la classicheggiante chiesa di S. Giacomo con annesso loggiato quattrocentesco, già del complesso ospedaliero dei Battuti. Di fronte si erge il secentesco Palazzo Boschetti.
In via Porta di Sotto si distingue Palazzo Tamburini (1871), opera in stile floreale del Caregaro Negrin.
Risalendo via Del Ferro s'imbocca via Fusinato caratterizzata dal Tempio della Sacra Famiglia (1850) di Bartolomeo Folladore, modellato sul Pantheon di Roma. Annesso alla chiesa si articola l'Istituto delle Suore Canossiane(1864).
A sinistra del Duomo inizia via Carducci, inaugurata dal neoclassico Palazzo Da Schio (1875) dell'architetto Barichella e dal Palazzo Gasparini, ingentilito da un sobrio eclettismo.
La strada termina con l'ex Ospedale Baratto (ora Biblioteca Civica), dalla bella facciata secentesca con trifora centrale e finestre quadrilobate di derivazione veneziana. In via Baratto, dopo l'ex Ambulatorio Medico Chirurgico "A. Rossi" (1896), opera neopalladiana di Gaetano Rezzara, spicca tra il verde il complesso monumentale di S. Francesco. La chiesa fondata nel quattrocento dai Frati Minori Osservanti presenta una facciata asimmetrica con un elegante porticato su esili colonne. L'interno custodisce la famosa Pala di Francesco Verla dedicata allo sposalizio di S. Caterina di Alessandria (1512). Caratteristico è lo slanciato campanile in stile romanico-gotico. Al lato opposto sorge, invece, isolato il Sacrario di SS. Trinità che custodisce le spoglie di caduti delle due guerre mondiali.
Dalla chiesa di S. Francesco si snoda un percorso paesaggistico, ricco di memorie storiche e artistiche, articolato nella Valletta, nel parco pubblico detto Grumi dei Frati, nella cinquecentesca chiesetta di S. Maria in Valle, nel colle del medioevale Castello dei Maltraversi, del quale resta soltanto la torre merlata e l'attigua chiesa di S. Maria della Neve, da tempo sconsacrata, nella chiesetta di S. Rocco d'impianto cinquecentesco con svettante campanile neogotico dovuto all'intervento dell'architetto Antonio Caregaro Negrin e, infine, nel Convento dei frati Cappuccini con annessa chiesetta di S. Nicolò consacrata nel 1600.
Al termine dell'itinerario si torna in Piazza Alessandro Rossi prendendo via Castello, lungo la quale meritano una sosta la Casa dei Fusinieri e la facciata ogivale dell'Osteria al Cappello.
Percorso: Piazza A. Rossi, via Cavour, via Porta di Sotto, via Dal Ferro, via Fusinato, via Carducci, via Baratto, via SS.Trinità,Valletta, Grumi dei Frati,Scalette di S. Maria, Colle del Castello, Largo S. Rocco, via Fra' Matteo, via Castello, Piazza A. Rossi
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